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• I Dintorni

casciana termeCasciana Terme
Il paese è conosciuto soprattutto per l'impianto termale che usufruisce delle acque calcico-sulfuree a 37°C costanti. Si narra che l'acqua termale fu scoperta dalla contessa Matilde di Canossa. Ella aveva un merlo piuttosto anziano e malmesso, con le piume grigiastre per l'età. Un giorno la contessa notò che il merlo si muoveva sempre meglio e le sue piume erano tornate di un colore nero intenso e il becco giallo brillante. Fece seguire il merlo nelle sue "uscite" mattutine. Scoprì che il merlo ogni mattina volava a mettere le zampette in una strana "acqua fumante". Anche la contessa volle provare a immergersi nelle miracolose acque. E in pochissimo tempo ne trasse benefici. Decise quindi di costruire alcune vasche, primo inizio degli impianti termali che oggi possiamo ammirare. Fino al 1927 le terme erano di proprietà del Comune di Lari.

rocca di parlacio casciana termeLa Rocca di Parlacio
Borgo medievale che risale al 1193 (Rejesta Pisanee del Caturegli ). Sorge sulla parte più alta delle colline di Casciana Terme.
Si scorgono ancora i ruderi dell'antico castello sulla rocca. Faceva parte dei possedimenti Pisani caduti in mano ai Fiorentini nel 1406.
Di grande interesse i reperti etruschi venuti alla luce dai recenti scavi nella rocca.

 

 

Castello di Lari
Il Castello dei Vicari di Lari sorge al centro del paese di Lari (in provincia di Pisa), un antico borgo medievale, già abitato in epoca etrusca. La rocca, già esistente attorno all'anno mille, ha avuto il suo massimo splendore nei secoli successivi al 1400, come sede di Vicariato fiorentino. Per più di quattro secoli dal Castello di Lari si amministrava circa un terzo dell'attuale provincia di Pisa. Il Vicariato venne abolito con l'adesione del Granducato di Toscana al Regno d'Italia e tuttavia una pretura civile rimase a Lari fino alla fine degli anni '60.
La rocca attualmente è gestita dall'Associazione Culturale "Il Castello" che si occupa della sua rivalutazione culturale e turistica, aprendolo alle visite turistiche, ma anche organizzandovi conferenze e presentazioni.

Via del Vino
La Provincia di Pisa, oltre a vantare le ormai tradizionali bellezze artistiche conservate nei centri storici di richiamo internazionale, garantisce emozioni uniche anche in luoghi minori, sparsi per la campagna. È' questo il caso dei borghi o delle città come San Miniato, Palaia, La Rotta, Peccioli, Laiatico, Terricciola, Lari, Crespina, Fauglia, Lorenzana, Casciana Terme, Chianni che si incontrano sul cammino della Strada del Vino delle Colline Pisane. Si tratta di un itinerario ideale da percorrere anche con mezzi ecologici alternativi all'auto.

volterraVolterra
La cittadina conserva un notevole centro storico di origine etrusca (di questa epoca rimane la Porta dell'arco) con rovine romane ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato.




 

san gimignanoSan Gimignano
San Gimignano si erge con il profilo delle sue torri, su di un colle (m.334) a dominio della Val d’Elsa. Sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) inziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena: San Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo grazie alla via Francigena che lo attraversava. Tant’è che San Gimignano ebbe una straordinaria fioritura di opere d’arte che adornarono chiese e conventi. Nel 1199 divenne libero comune, combattè contro i Vescovi di Volterra ed i comuni limitrofi, patì lotte intestine dividendosi in due fazioni al seguito degli Ardinghelli (guelfi) e dei Salvucci (ghibellini). L’otto maggio 1300 ospitò Dante Alighieri, ambasciatore della lega guelfa in Toscana. La terribile peste del 1348 ed il successivo spopolamento gettarono San Gimignano in una grave crisi. La cittadina dovette perciò sottomettersi a Firenze. Dal degrado e abbandono dei secoli successivi si uscì soltanto quando si cominciò a riscoprire la bellezza della città, la sua importanza culturale e l’originaria identità agricola.

sienaSiena
Siena si ritrova nel X secolo al centro di importanti vie commerciali che portavano a Roma e, grazie a ciò divenne un'importante città medievale. Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare, comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa situazione di rilevanza sia politica che economica, portano Siena a combattere per i domini settentrionali della Toscana, contro Firenze. Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante centro commerciale, tenendo buoni rapporti con lo Stato della Chiesa; i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di Roma, ai quali si rivolgevano per prestiti o finanziamenti.
Alla fine del XII secolo Siena sostenendo la causa ghibellina, si ritrovò nuovamente contro Firenze, la quale in un primo momento ebbe la peggio, ma poi i senesi persero comunque la guerra nella battaglia di Colle Val d'Elsa, che portò nel 1287 l'ascesa del Governo dei Nove. Sotto questo nuovo governo, Siena raggiunge il suo massimo splendore, sia economico che culturale. Dopo la peste del 1348, comiciò la lenta decadenza della Repubblica senese, che raggiunse l'epilogo nel 1555, anno in cui la città dovette arrendersi alla supremazia fiorentina.

luccaLucca

Sulle antiche origini di Lucca ben poco sappiamo. Probabilmente sorse in epoca preromana, in una zona paludosa tra il lago di Bientina e il Serchio, il suo nome avrebbe, infatti, origini Celtico-Liguri, "luk" significa appunto luogo paludoso.
La città fu dominata da Liguri ed Etruschi, fino al 180 a.c. quando divenne colonia romana. Nell'89 a.c. fu proclamata "municipium" e nel 56 a.c. Cesare, Pompeo e Crasso vi si incontrarono per sancire la nascita del triumvirato.
Data la sua posizione geografica, ha da sempre avuto grande importanza come nodo stradale, essendo attraversata dalla via Cassia e dalla via Francigena (strada che da Roma portava in Francia) e collegata a Parma tramite una diramazione della Via Clodia attraverso la Garfagnana.
Caduto l'impero romano, Lucca fu invasa, prima dai Goti e poi dai Longobardi, sotto questi ultimi raggiunse un alto grado di prosperità, diventando sede del re e capoluogo di regione. Del periodo carolingio abbiamo poche notizie, fino al X secolo durante il quale fu feudo del marchesato di Toscana.
Grazie alle sue solide mura si salvò nel 940 dalla invasione degli Ungari, nel 1004 combatte contro Pisa, e per non sottomettersi ai Canossa accetto la venuta in Italia di Enrico III. Durante la lotta fra impero e papato fu sempre fedele all'impero ottenendone notevoli benefici.
Il Congresso di Vienna, nel 1817, assegnò Lucca in ducato a Maria Luisa di Borbone di Parma, alla quale successe, nel 1824, il figlio Carlo Lodovico di Borbone che vi regno per 23 anni prima di cederlo, nel 1847 a Leopoldo II di Toscana.
Nel 1860 Lucca entrò a far parte del Regno d'Italia.

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